Il 7 Settembre il nuovo stadio di Salerno ottiene l'agibilità e la Salernitana ospita il Padova, 20.000 i tifosi presenti. Dopo 8 giornate i granata sono secondi ma solo per poco purtroppo. Alla fine del campionato vengono condannati nuovamente alla serie C. Crisi profonda e contestazione aspra sotto le finestra di Soglia, il 28 Luglio il Rag. Capone versa all'ex Presidente assegni per la cifra pattuita e per il passaggio del 94% del pacchetto azionario della Salernitana. Capone opera per conto di Pasquale Casillo, "re del grano" e proprietario del Foggia, neopromosso in serie A. Vengono rivoluzionati i quadri societari, assunto come direttore sportivo Giuseppe Cannella e come segretario Diodato Abagnara. Una serie di risultati mediocri portano all'esonero di Simonelli e nonostante i cambiamenti la squadra non dà segni di miglioramento. Burgnich succede a Simonelli e riesce nell'impresa salvezza. Si rinnova la rosa, arrivano tra gli altri: Tudisco, Grimaudo e Strada. La Salernitana inanella una serie di risultati utili, balza al secondo posto in classifica ma un calo psicologico e una netta flessione fisica la escludono definitivamente dalla zona promozione. Tra vari tentativi di vendita della Società, Casillo affida i granata ad un giovane allenatore: Delio Rossi. Arrivano Fresi, Rachini e Ricchetti. La tifoseria contesta Rossi fin dal primo momento della sua assunzione e la rinnovata squadra è composta prevalentemente da giovani elementi. Acquistato Chimenti dalla Sambenedettese arrivano anche Grassadonia dal Foggia e Roberto Breda dalla Spal. La Salernitana fà sognare, e Casillo cambia: via Del Mese, al suo posto Lo Schiavo; ancora risultati positivi: Breda regista Doc, Pisano bomber di carattere, tutto fa ben sperare. Il 22 Aprile 1994 il Mattino titola: "Casillo indagato, sequestrate azioni di 27 società della sua Holding". La Salernitana si qualifica ai play-off. Il 22 Giugno al San Paolo di Napoli, Salernitana e Juve Stabia si contendono la B, davanti a 27.000 spettatori Breda sigla il definitivo 3-0 e la Salernitana torna in serie B. Dopo l'addio di Delio Rossi, La società punta sull'allenatore Franco Colomba, proveniente dalla C2. Per illecito sportivo la Salernitana parte a -4 ma recupera brillantemente e, quando giunge la sentenza della CAF che toglie i 4 punti di penalizzazione, i granata sono secondi! Dopo una parte centrale della stagione altalenante accompagnata dalle contestazioni del pubblico nei confronti di Aliberti, la Salernitana arriva a Perugia con la possibilità di rimettersi in corso per la promozione in caso di vittoria. Primo K.O. interno degli umbri (1-2) e Salernitana a due passi dalla serie A. Tutto si decide a Pescara dove i Granata sono accompagnati da 3000 sostenitori. Per quindici minuti la Salernitana tocca con mano la serie A. Poi solo la delusione. Si riparte con la nomina di Aliberti a Consigliere di Lega. Gli abbonati raggiungono la quota di 13.000 e Franco Colomba viene confermato. La squadra comincia molto male, addirittura nella gara interna contro il Venezia la contestazione è pesante e i tifosi disertano la Sud. Nel '97, Aliberti compie il miracolo. La Salernitana prima in classifica fino alla fine. Di Vaio è capo cannoniere assoluto. A marzo il Corriere dello Sport titola: "Salernitana champagne, la serie A è dietro l'angolo!". Col Venezia in casa la Salernitana frantuma tutti i record ed è promossa con 5 giornate d'anticipo. Lo stadio riempito in ogni ordine di posto, impressionante il silenzio per ricordare le vittime dell'alluvione di Sarno. Festa rinviata. La Salernitana chiude con 72 pt (1 più del Piacenza 94/95), totalizza 65 gol (2 più dell'Udinese 94/95), subisce il minor numero di sconfitte (4) ed eguaglia con 19 vittorie quelle dell'Udinese e Piacenza. Il 7 Aprile 1998 la Salernitana Sport S.p.A. presenta a Castel Rovere il progetto del suo Centro Tecnico di 125.000 mq, il più grande del Sud Italia. La Salernitana approda quindi in A e le viene affibbiato l'appellativo di "squadra simpatia". Tuttavia la Salernitana, nonostante il bel gioco, non riesce ad ingranare. Perde con il Milan e affonda nella fatale trasferta di Udine, dove Rossi decide di affidarsi alla vecchia guardia. Il Presidente Aliberti decide di attuare delle modifiche alla squadra. Arrivano in sequenza Giampaolo, Fresi, Gattuso, Bernardini e Ametrano e contemporaneamente partono Giovanni Tedesco, Ciro De Cesare e Ciro Ferrara. Le discutibili decisioni sull'impiego di Song, e di altri calciatori, fanno incrinare il rapporto tra Aliberti e Rossi. Song viene ceduto al Liverpool per nove miliardi. Aliberti dà fiducia al tecnico ma la squadra continua a perdere. Rossi viene esonerato (viene scelto Oddo), ma alcuni tifosi aggrediscono il Presidente Aliberti durante la conferenza stampa e il tecnico viene reintegrato. Tuttavia la situazione è pessima e, dopo la sconfitta a Perugia, Rossi è deifnitivamente fuori. Arriva Oddo e la squadra si rasserena pur tornando in serie B. E' il periodo più amaro, il più drammatico forse, della storia calcistica granata. Ad Adriano Cadregari il difficile compito di traghettare la Salernitana reduce dalla retrocessione. La stagione parte in maniera discreta. Tradizionale ritiro a Tenna e poi la Coppa Italia che regala emozioni e speranze, subito dopo cíè la delusione ma non tutto è perso. Il campionato è alle porte. Cinque giornate, pochi gol e Cadregari è esonerato dopo la trasferta a Genova dove la Salernitana è sconfitta. Inizia cosÏ la stagione di Luigi Cagni. Dopo cinque giornate di gioco la città, i tifosi sono ancora scettici per il cambio di allenatore. Si giunge alla dodicesima giornata líincontro in casa con la Fermana è davvero un momento importante. Dopo il primo tempo, il passaggio negli spogliatoi è fondamentale, i granata arrivano in campo e capovolgono il risultato. La partita si conclude 3-1 ma le sorti di classifica non cambiano. Dopo la partita, in sala stampa, il presidente Aniello Aliberti, più volte contestato durante i 90 minuti, dà le dimissioni e affida allíamministratore delegato Giovanni Condù la gestione della società e la relativa cessione. Nessun imprenditore si propone e la situazione rientra. Luigi Cagni, intanto, conduce la squadra con il difficile compito di prepararla per il derby casalingo con il Napoli che si conclude con un pareggio 1-1. Arrivano intanto Melosi, Guidoni e Lorieri che danno vigore alla squadra che dalla zona retrocessione approda in quella promozione. Ma basta un deludente risultato a Monza per ottenere un nuovo cambio di scena. Rientra Cadregari. Ma solo per poco: sette giorni. Eí la sconfitta in casa con il Savoia che fa voltare ancora pagina alla Salernitana, nuovamente allenata da Cagni. Rientro trionfante per il mister che a Genova, contro la Sampodoria ottiene la vittoria 2-4. Poi è il tempo del pareggio con l'Atalanta ed ancora la vittoria con la Fermana 4-2. L'ambizione per la serie A sfuma con la sconfitta subita a Vicenza. La squadra granata dunque, resta in B.