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1979-2005: la Salernitana Sport


Dalla stagione 1978-79 partecipa al campionato di Serie C1. Tra i vari episodi, resta memorabile, in negativo, l'esordio nel campionato 1978/1979 del giovane portiere Walter Zenga, che subì sei gol in appena tre partite, ed abbandonò il campo in lacrime prima ancora di essere sostituito. Inoltre è da citare il campionato 1980/1981: partita con dichiarati propositi di promozione e con un'adeguatissima campagna acquisti, la Salernitana conoscerà ben tre cambi al vertice societario e si salverà a stento dalla retrocessione, dopo che, a seguito della tentata invasione di campo nella gara con la Sambenedettese prima in classifica, lo stadio "Vestuti" era stato squalificato per ben sette mesi. Con una rinnovata società, ritorna in Serie B dopo 24 anni al termine del campionato di C1.

L'anno seguente, il primo disputato nel nuovo stadio, l'Arechi, segna la retrocessione dopo lo spareggio perso uno a zero a Pescara contro il Cosenza. Per il ritorno in B bisognerà attendere il campionato 1993/94. La squadra è affidata a Delio Rossi, alla prima esperienza su una panchina professionistica. Dopo un inizio incerto i granata conquistano l'accesso ai play-off, introdotti in Serie C proprio quell'anno insieme ai 3 punti a vittoria. La semifinale di andata con la Lodigiani si disputa a Roma.

Promossa in Serie B, la Salernitana sfiora la promozione in A all'ultima giornata sia nel 1994/95 che nel 1995/96 mentre nel 1996/97 riesce a salvarsi solo a due giornate dalla fine.

La squadra granata riesce a raggiungere la promozione in Serie A al termine della stagione 1997/98 grazie ai gol del capocannoniere Marco Di Vaio e di Edoardo Artistico, nonché al contributo offerto dal centrocampista e capitano granata Roberto Breda sotto la guida del tecnico Delio Rossi soprannominato dai tifosi “Il Profeta” e del presidente Aniello Aliberti. Il campionato di Serie A 1998/99 vede la Salernitana soffrire e lottare per raggiungere l'obiettivo salvezza, che per un solo punto non riesce ad ottenere.

1999-2000: Si torna in serie B. La squadra è affidata ad Adriano Cadregari, la società riesce a trattenere la maggior parte dei giocatori dell’anno precedente. Le prime giornate servono a capire che l’avventura di Cadregari a Salerno durerà pochissimo, e infatti alla quinta giornata, dopo la sconfitta col Genoa, Cadregari viene esonerato e Cagni si siede sulla panchina granata. Anche grazie al mercato autunnale, la squadra riesce ad ottenere risultati importanti che la portano ai margini della zona promozione, soprattutto dopo la vittoria interna per 2-0 contro il Brescia, una delle favorite per la vittoria del campionato. Ma solo una settimana di follia segna in modo indelebile questo campionato: a Monza la Salernitana ottiene uno scialbo pareggio e Aliberti esonera Cagni e richiama Cadregari, che non fa in tempo a prendere 3 gol in casa col Savoia e torna in vacanza. La squadra riaffidata a Cagni ha un sussulto di orgoglio e batte la Sampdoria al Marassi per 4 a 2 con una prestazione superlativa dei 2 gioielli Di Michele e Vannucchi, pareggia in casa con l’Atalanta e vince a Fermo. La sconfitta di Vicenza preclude ogni possibilità di rientrare nella zona promozione.

Nel 2000-01 la Salernitana si affida nuovamente ad Oddo. La stagione è molto deludente, la squadra si trova nei bassifondi della classifica, il tecnico trapanese viene esonerato. Al suo posto arriva Nedo Sonetti, un allenatore molto navigato . Nemmeno l’esperienza del tecnico toscano basta a risollevare le sorti di un campionato deludente. 14 punti in altrettante partite segnano il destino di Sonetti che deve lasciare la panchina a Oddo, il quale, sfruttando il talento di Di Michele riesce a concludere al meglio una stagione molto scialba che si chiude con un interlocutorio 15° posto.

Il 2002-03 si apre con un estenuante diatriba tra Aliberti e Zeman, che fino all’esordio in coppa Italia con la Ternana tiene sulle spine la dirigenza, firmando il contratto solo la mattina della partita. I rapporti sono deteriorati, e come già accadde con Rossi, questa contrapposizione tra patron e tecnico segnerà negativamente tutta la stagione. Zeman non gode più della fiducia di Aliberti, il quale gli fa terra bruciata intorno licenziando ad uno ad uno tutti i collaboratori del boemo.

La squadra è notevolmente indebolita dal mercato, e a dicembre in seguito a 2 pareggi con Triestina in casa e a Cosenza Zeman viene esonerato, con la squadra ultima a 12 punti.Vengono ceduti quasi tutti i giocatori . Pochissimi i sussulti positivi di quella stagione e la conseguenza naturale è la retrocessione in serie C dopo 9 anni. Ma la sorpresa è dietro l’angolo.La squadra gioca discretamente, riesce a conseguire 5 vittorie fuori casa, sfrutta al meglio la tecnica sopraffina di Di Vicino e di Bombardini fino a quando la condizione sorregge l’ex romanista, il lavoro di Longo e il rilancio di Breda a centrocampo, la buona solidità difensiva, e riesce ad arrivare alla soglia della zona play off.

Ma l’aggancio non riesce e una serie di risultati negativi (6 sconfitte) costringono la Salernitana a guardarsi alle spalle. La vittoria di Terni con doppietta di Tulli, consegna la salvezza virtuale alla Salernitana. 8 agosto 2004, nel vecchio e glorioso stadio Vestuti viene presentata la Salernitana che avrebbe affrontato la nuova stagione agonistica. La panchina è affidata al tecnico argentino Ammazzalorso reduce da un’ottima stagione ad Ascoli.

La Coppa Italia conferma le aspettative: 3 partite, altrettante vittorie con Avellino, Catania e Catanzaro, mentre in campionato la squadra stenta. Dopo sole 7 partite Ammazzalorso viene esonerato e al suo posto è ingaggiato Angelo Gregucci, che anche grazie agli ingaggi invernali riesce a conquistare la salvezza nella partita interna con l’Ascoli davanti ad una cornice di 25.000 spettatori. Ma il dramma sportivo per la Salernitana è dietro l’angolo, dopo 86 anni di storia la squadra viene estromessa dalla serie B per debiti fiscali.

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