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Teatro Verdi

Il Teatro Giuseppe Verdi di Salerno fu progettato nel 1863 per volontà del primo sindaco dopo l'Unità d'Italia Matteo Luciani ed inaugurato nel 1872, con architettura simile a quella del Teatro San Carlo di Napoli, con quattro ordini di palchi ed un loggione.

Il Teatro è a struttura lignea, con decorazioni interne dei pittori napoletani Gaetano e Fortunato D'Agostino, ed è dotato di ottima acustica.

Di eccezionale bellezza è il soffitto del Teatro, dipinto da Paquale Di Criscito, che raffigura il musicista Gioacchino Rossini intento a dirigere le sue opere (con personaggi di esse ritratti sullo sfondo), mentre viene guidato dalle nove Muse svolazzanti nel cielo cobalto. Questo dipinto all'epoca destò scandalo per via delle nudità delle Muse. Ancora più splendido è il sipario, dipinto dal pittore D'Amora e aiuti, ma progettato nella sua composizione da Domenico Morelli: vi è raffigurata la Cacciata dei Saraceni da Salerno nell' 872 (in realtà, rappresenta un principio di "carica" degli arabi alle mura della città nel suddetto assedio).

Nel teatro non mancano altre opere d'arte rilevanti: su tutte, è almeno da citare la statua in bronzo raffigurante Pergolesi morente opera dello scultore G.B.Amendola e posta davanti all'ingresso della platea. Sull'attico del Teatro, verso il lato posteriore, è ospitato il Casino Sociale: punto di ritrovo della nobiltà salernitana dell'ottocento, ed attualmente club esclusivo, decorato con scene a tema dagli stessi pittori sopra citati.

Il Teatro fu inaugurato da una rappresentazione del Rigoletto nel 1872 (secondo altri, con l'opera "I Normanni a Salerno" di Temistocle Marzano), e subì enormi danni nel terremoto dell'Irpinia del 1980. Reinaugurato nel 1994 in occasione del cinquantenario di Salerno Capitale d'Italia con un concerto dei Solisti Veneti, attualmente ospita stagioni teatrali, concerti e rassegne.

Il Teatro Verdi di Salerno si affaccia sul parco della Villa Comunale della città campana, che è dotato di un lussureggiante orto botanico di tipo mediterraneo. Sull'altra facciata, dirimpetto ad una chiesa, uno dei decoratori del teatro si concesse una piccola burla: vi ha raffigurato infatti un puttino col pene in erezione mentre insegue un compagno.

Nel teatro, verso la fine dell'ottocento, fece una delle sue prime apparizioni Enrico Caruso, mentre nella prosa fu calcato (e lo è ancora oggi) da grandi della prosa e della musica come Ermete Zacconi, Salvatore Accardo, Vincenzo Salemme, Rolando Panerai. Attuale Direttore Artistico (2008) è Daniel Oren.
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